Storie dai Consigli di classe. I protagonisti di Con la Scuola si raccontano: si parte dal Russell-Newton di Scandicci

Giro d’Italia di voci ed esperienze vissute dai docenti, nella rubrica del progetto formativo di Snam e LUISS Business School.

Storie dai Consigli di classe è una rubrica dedicata ai protagonisti del progetto formativo Con la Scuola, sostenuto da Snam e coordinato da LUISS Business School. Il Consiglio di classe è infatti il centro del percorso di formazione, nonché il soggetto attivo del cambiamento della scuola verso una learning organization, connessa con il proprio territorio e il suo tessuto sociale, produttivo, culturale.

In un periodo così complesso per la scuola italiana – e non solo -, le voci dei docenti raccontano dall’interno il progetto Con la Scuola: le sue iniziative, il supporto didattico costante ai Consigli di classe, lo stimolo a sperimentare e, in definitiva, a ribaltare la difficoltà imposta dalla Didattica a distanza in opportunità di crescita. 

Storie dai Consigli di classe inizia da Scandicci, a parlare con noi è Giulia Palagi, professoressa di matematica e fisica

«La proposta è arrivata dal nostro preside» esordisce la docente dell’Istituto Tecnico e Liceale Russell-Newton, «facendoci capire che sarebbe stato un progetto ben strutturato e duraturo nel tempo, da portare avanti dalla prima alla quinta.

«Devo dire che ci ha interessato parecchio, anche a livello personale, per tutta una serie di novità che proponeva. Siamo partite in quattro docenti: io che insegno matematica e fisica, la professoressa di francese, quella di scienze e la professoressa di educazione fisica. Si è aggiunta da settembre (2020) anche la coordinatrice, che è l’insegnante di inglese, apportando molti buoni contributi».

Dopo un anno di warm-up con una ventina di istituti italiani, Con la Scuola è stato presentato a Roma nel mese di febbraio 2020, davanti a un’ampia platea di dirigenti e addetti ai lavori. La risposta è stata di grande entusiasmo e non si è fermata davanti all’imprevedibile novità a cui, da lì a poche settimane, non solo la scuola italiana, ma tutto il mondo, sarebbe andato incontro.

Una grande opportunità di cambiamento

«La sensazione del lockdown di marzo (2020), a ripensarci ora» riprende la professoressa Palagi, «è stata molto strana; ci si è presentata come una grande opportunità di cambiamento. Soprattutto perché la nostra scuola è stata sempre all’avanguardia: eravamo pronti per la Didattica a distanza. Altrove hanno avuto molte più difficoltà. Noi, tra colleghi, ci siamo aiutati molto.

«Nella Didattica a distanza c’è una parte progettuale a casa molto impegnativa e infatti ci siamo trovati a lavorare tantissimo; ma al contempo è stata una grande opportunità per aggiornarsi. Adesso (Novembre 2020), invece siamo abbastanza sconfortati, perché conosciamo la fatica che ci aspetta e le difficoltà che si troveranno ad affrontare anche i ragazzi».

Nella Didattica a distanza c’è una parte progettuale a casa molto impegnativa e infatti ci siamo trovati a lavorare tantissimo; ma al contempo è stata una grande opportunità per aggiornarsi.

Giulia Palagi, Istituto Russell-Newton di Scandicci (FI)

Dell’impatto emotivo e psicologico del lockdown sugli studenti, abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo. Di quello che ha invece significato il supporto di Con la Scuola – i cui formatori sono Francesca Traclò (responsabile scientifico), Ottavio Romano, Paolo Vidali e Chimera Poppi – a partire dal mese di marzo 2020 è la stessa prof. a parlarci.

Dalla difficoltà di valutare a distanza alla gestione della sfera emotiva: il supporto di Con la Scuola è stato fondamentale

«La parte più complicata è la valutazione. I formatori della LUISS ci hanno dato tanto supporto da questo punto di vista. Sia supporto che idee. E, soprattutto, ci hanno stimolato a farcele venire, le idee; è una delle cose innovative di questo corso: non danno mai soluzioni preconfezionate, ma ci stimolano a cercarle.

«Però la valutazione a distanza, per quanto abbiamo provato molte metodologie, rimane ancora un po’ complicata: valutare in presenza è più facile. Tutta la parte emozionale che ci incoraggiano a cercare di considerare, è difficile da valutare a distanza: le facce dei ragazzi si vedono in piccoli quadratini, a volte parzialmente, i loro commenti non si sentono perché, giustamente, i microfoni sono chiusi, ci sono tanti problemi tecnici che rallentano e non aiutano.

«In questa classe prima, che conosciamo da poco tempo, nonostante ci siamo adoperati molto per osservare i ragazzi, proprio per poterli conoscere in caso si fosse andati in DAD, come è successo, ancora li conosciamo poco, perché il tempo è stringato.

«Con loro siamo riusciti a fare tutto il progetto per l’accoglienza, all’esterno e a coinvolgere i ragazzi in gruppi. Per il 31 ottobre (2020) avevamo progettato un’attività all’esterno, per levarli dal contesto della classe, e cercare di lavorare tutti insieme, ma questo non è stato possibile. Adesso (Novembre 2020) ci troviamo in difficoltà per quel che riguarda tutta la parte dei colloqui, perché fare i colloqui a distanza è molto diverso. È una questione delicata, non sappiamo bene come affrontarla».

 «Per noi hanno funzionato molto i lavori di gruppo e la nuova organizzazione della routine giornaliera»

Da marzo 2020 – e, ancora, alla sua ripartenza per il terzo anno di attività – sono tante le iniziative, i materiali didattici e i webinar realizzati da Con la Scuola, e proposti ai Consigli di classe aderenti al progetto. I docenti hanno poi adattato i suggerimenti dei formatori della LUISS, a seconda delle proprie esigenze. Ecco cosa è avvenuto nella classe del Liceo linguistico di Scandicci, in provincia di Firenze.

«Gli ultimi materiali che ci hanno mandato sulla scansione della nuova routine giornaliera ci sono serviti moltissimo, li abbiamo usati proprio stamattina. Abbiamo selezionato alcune parti con il Consiglio di classe e le abbiamo presentate ai ragazzi anche per lasciarglieli, come promemoria, in modo tale che, come primo lavoro, potessero stilare una routine giornaliera per loro stessi. Poi la metteranno in lingua così che possa essere anche valutata in queste materie. Lo abbiamo fatto proprio per cercare di coinvolgerli già da subito in questa iniziativa.

«Stessa cosa per le altre slide condivise da Con la Scuola sul lavoro di gruppo: abbiamo impostato il lavoro di gruppo con la leadership di un ragazzo, che possa essere anche intercambiato. Abbiamo creato dei gruppi eterogenei all’interno e omogenei tra di loro, cercando di rispettare le inclinazioni dei ragazzi».

Un’accelerazione digitale

Il lockdown di marzo 2020 ha imposto – è il caso di dirlo – un’accelerazione da un punto di vista digitale alla scuola italiana. Mettendola davanti a problemi decennali, di tipo strutturale e didattico. Inoltre, sono emerse difficoltà di carattere economico, sociale e culturale, che gli interventi ministeriali, e le iniziative delle singole scuole, hanno cercato di affrontare al meglio.

I risultati probabilmente migliori di questo sforzo – al netto del tanto lavoro che ancora c’è da fare – sono stati un’alfabetizzazione digitale massificata del corpo docenti, e un’accresciuta familiarità degli studenti della scuola superiore con piattaforme e strumenti informatici. Vale infatti la pena ricordare, che i cosiddetti nativi digitali, nel 2020 sono già all’università o nel mondo del lavoro, mentre i nati nei primi anni Duemila, attuali studenti delle scuole superiori, sono cresciuti nella Mobile Era, l’epoca dei telefoni cellulari e spesso, come certificato dall’ISTAT, quasi nel 30% delle case italiane mancano connessioni a internet o pc.

L’organizzazione della leadership

«Abbiamo accolto i lavori di gruppo con questa organizzazione della leadership: abbiamo cercato di far ruotare la leadership, proprio perché abbiamo messo i ragazzi più disinvolti in materie diverse, in modo che si potessero aiutare. Anche questo è un materiale che ci hanno fornito i formatori di Con la Scuola, e che abbiamo accolto immediatamente.

In genere, cerchiamo di utilizzare i materiali di Con la Scuola, perché sono veramente ben organizzati e ben strutturati. Chiaramente li delineiamo secondo le esigenze della nostra scuola.

Giulia Palagi, Istituto Russell-Newton di Scandicci (FI)

Attraverso le Storie dai Consigli di classe vogliamo provare a fissare un punto assieme ai docenti, rispetto a cosa secondo loro rimarrà nella vita quotidiana di prof e studenti: cosa entrerà a far parte del loro nuovo modo di fare scuola. Ecco la risposta di Giulia Palagi del Russell-Newton di Scandicci.

Cosa abbiamo imparato (e porteremo nella nostra esperienza)? Sicuramente a gestire i carichi di lavoro e rendere la lezione partecipativa

«Appena l’orario viene rimodulato (una decisione nostra, dei docenti) rifaremo il piano condiviso dei carichi di lavoro, un altro strumento che ci hanno dato da Con la Scuola; anche perché i ragazzi non possono stare cinque ore di fila davanti al monitor.

«Ripeteremo sicuramente i lavori di gruppi e la routine giornaliera, facendo in modo che i ragazzi trovino loro delle soluzioni alle criticità. Noi, devo dire, siamo stati abbastanza fortunati. È una classe prima ma sono davvero molto attivi, hanno voglia di parlare, si organizzano da soli e sono molto reattivi. Ovviamente abbiamo casi di ragazzi un po’ meno partecipativi. Anche lì cercheremo di intervenire appena possibile».

E quali sfide si presentano per le materie della prof Giulia Palagi, la prima a raccontarsi in Storie dai Consigli di classe?

«Per me, che insegno matematica e fisica, una delle cose più complicate è fare lezione scrivendo in video. L’interazione con i ragazzi, finché non avranno le tavolette grafiche, non è facile. Quindi ci siamo organizzati con CamScanner: fanno le foto dei loro lavori, le condividiamo in video e poi tutti insieme commentiamo e interagiamo.

«Per adesso è tutto in divenire. Non essendo una materia discorsiva, la mia, insegnarla senza avere la possibilità di scrivere è molto difficoltoso. I ragazzi non hanno familiarità con questa nuova modalità. Ma, per esempio, abbiamo trovato con Google drive il modo di condividere: tutti possono aggiungere qualcosa e possono commentare attraverso la chat, e questa cosa a loro è molto piaciuta.

«Usano la chat in maniera responsabile. La lezione frontale si riesce ancora a fare, perché io riesco a gestire bene gli strumenti digitali; la lezione partecipata, e quindi il lavoro di gruppo… vedremo. Ma i ragazzi stanno dimostrando buono spirito di adattamento e buona organizzazione».

Storie dai Consigli di classe prosegue da… Sava, provincia di Taranto

Nel prossimo racconto di Storie dai Consigli di classe, ci spostiamo a Sava, in provincia di Taranto, dove la professoressa Maria Pia Mangia dell’ITIS Del Prete-Falcone ci parla di smart working e smart studying, dell’uso delle autobiografie cognitive con i ragazzi, e di come i prof abbiano iniziato a dedicare molto più tempo all’osservazione del comportamento degli studenti, senza sentirsi in obbligo di giudicare e valutare.

>>> Leggi l’articolo La scuola Oreste del Prete di Sava si racconta: secondo appuntamento con le Storie dai Consigli di classe

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