Lettera di Giovanni Brugnoli al Corsera: Istruzione, un patto pubblico-privato

Il vice presidente per il Capitale Umano di Confindustria su Istruzione, ceto dirigente e le nuove sfide per l'era post-Covid.

Giovanni Brugnoli, vice presidente per il Capitale Umano di Confindustria scrive una lettera aperta al Corriere della Sera, inserendosi nel dibattito sulle nuove sfide per la classe dirigente, da lui definita ceto dirigente.

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“Oggi abbiamo bisogno della presenza diffusa, ancorché coordinata e connessa, di ceto dirigente per arrivare a condividere un progetto di società partecipato. Mi chiedo, quindi, come si possa evitare che anche questa chiamata alle armi resti, come le precedenti, senza seguito e finisca così per essere la solita invocazione, piuttosto che l’ennesima pubblica accusa alle cosiddette élite. Mi permetto, allora, di indicare, due questioni su cui riflettere.”

Giovanni Brugnoli, vice presidente per il Capitale Umano di Confindustria al Corsera

Le due riflessioni riguardano, innanzitutto, il prima e il dopo per il mondo del lavoro rappresentati dalla pandemia: «Serve un ceto dirigente coraggioso e capace di orientare nuovamente il Paese verso il lavoro,» prosegue Brugnoli, «che connetta intelligentemente lavoro e persone, puntando sulla loro occupabilità, piuttosto, che accontentarsi di corrispondere sussidi».

In seconda battuta, Giovanni Brugnoli parla di formazione, per i giovani ma non solo, rispetto a un mondo che cambia a grande velocità e che si trova a fronteggiare l’inedita sfida delle scuole chiuse e della didattica a distanza a livello internazionale.

«Ci hanno costretto a riflettere sul fine ultimo della scuola, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sfida il lavoro dell’uomo. Sfida il lavoro, ma non l’uomo che resta il centro e il fine di ogni progetto di futuro essendo l’unico soggetto dotato di coscienza nell’universo. Formare le coscienze resta, quindi, compito centrale e imprescindibile dell’educazione e la scuola ne è un passaggio obbligato, in ogni ordine e grado». Questo, un altro passaggio della lettera.

“Le aule della scuola sono diventate off limits ma ciò permette di vedere più nitidamente limiti e opportunità dei nostri sistemi educativi. Serve quindi un ceto dirigente capace di cogliere le opportunità del cambiamento, capace di connettere intelligentemente quello che di meglio c’era nella scuola prima del Covid con quello che potrebbe diventare nell’epoca del 4.0.”

Giovanni Brugnoli, vice presidente per il Capitale Umano di Confindustria al Corsera

La lettera prosegue a lungo sui temi dell’Education, sull’opportunità di un patto pubblico-privato per l’Istruzione, sul ruolo degli imprenditori in questa fase 2 dell’emergenza Covid.

Per leggere la lettera di Giovanni Brugnoli pubblicata sul Corriere della Sera il 25 maggio 2020, si può andare da questa pagina al sito del quotidiano.

Giovanni Brugnoli, tra Capitale Umano e Education

Lombardo, classe 1970, Giovanni Brugnoli è Presidente del Consiglio di Amministrazione della Tiba Tricot Srl di Castellanza, società leader nella produzione di tessuti indemagliabili per abbigliamento sportivo, tessuti industriali e per l’arredamento.

Vice presidente di Confindustria per il Capitale Umano dal 2016, si occupa con grande attenzione anche di Education. È Presidente di Unimpiego Confindustria, vice presidente esecutivo dell’associazione ALUISS. Componente dei CdA dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC, di Previmoda Fondo Pensione, di Banca Generali, della associazione ALUISS, dell’Università Luiss Guido Carli.

Componente del Consiglio Generale di Confindustria dal 2009. È stato Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese da maggio 2011 a giugno 2015.

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